Albi Lushi è un poeta albanese. Nasce nella città di Kavaja e dopo aver conseguito la laurea presso il Dipartimento di Economia e Giurisprudenza della Facoltà di Economia, frequenta il Master EU business law della Facoltà di Giurisprudenza di Tirana.
Poeta pluripremiato in Patria e all’estero, apprezzato da intellettuali del calibro di Dritëro Agolli, Agim Doçi, Skender Rusi Zija Çela, Xhevahir Spahiu e altri, è docente universitario presso diversi atenei privati.
Nell’intervista che segue, racconta di se stesso e della poesia. Buona lettura.
Come e quando inizia il tuo percorso di poeta?
È iniziato parallelamente a quello di narratore. Pensavo in versi, rimandavo al cuore tutto ciò che vedevo e inviavo all’anima tutti i suoni che ascoltavo e ancora oggi è così. In alcuni casi, tutto ciò mi dona pace, altre volte si trasforma in un mezzo per affrontare la realtà che, in Albania, esiste da sempre. Mi riferisco agli alti e bassi che la caratterizzano: all’evoluzione, alla regressione, alla pioggia e al sole, accompagnato da una ventata di novità e freschezza, per poi tornare alla tempesta.
Il mio talento per la poesia, la mia passione per questo prezioso genere letterario tramite il quale rivolgersi al mondo, è emerso già dai tempi della scuola primaria, quando gli insegnanti si sono accorti della mia capacità di scrivere versi. Da quel momento mi sono impegnato ogni giorno per maturare come poeta e per migliorare la qualità delle mie poesie e quindi, dei miei libri.
Cosa cerchi di trasmettere attraverso le tue poesie?
Come ogni poeta, cerco di parlare al mondo, di donare e di prendere dalla poesia, che considero una compagna di viaggio e coautrice delle mie opere. Tutto quello che mi circonda suggerisce le tematiche da trattare. Io scelgo le parole; se mentre scrivo incontro difficoltà o problemi, cerco le soluzioni, se la scrittura tenta di inabissarmi, io provo ad affondarla. Mi ribello e cerco di sopravvivere ai suoi tentativi di spegnermi e farmi cadere in un sonno profondo. Questo è il motivo per cui la mia poesia è sprezzante nei confronti del consueto, di tutto ciò che fa “moda”, poiché non sono interessato a redigere opere effimere. Voglio comporre versi che resistono al tempo.
La poesia di Albi Lushi è endocosmica. Attraverso i suoi versi parlano il mondo e i tempi. Nei suoi testi regna l’Albania e l’Umanità.
Così apostrofa la mia poesia lo storico Shaban Sinani. Dal canto mio, cerco di renderla multidimensionale, affinché sia in grado di coinvolgere tutte le sfere della vita. Scrivo di ogni ciclo dell’esistenza, anche se non li ho vissuti, perché ho poco più di trent’anni e spero di avere ancora a disposizione tanto tempo, per dare la possibilità all’anima di ogni lettore di trovare pace, leggendo quello che scrivo. Vorrei offrire spunti di riflessione sulla dimensione che viviamo, spesso soffocante e tossica. Se riesco, anche solo con una poesia, a cambiare in meglio un minuto del tempo di chi mi legge, allora merito di essere chiamato Poeta.
Sei un poeta pluripremiato. Cosa pensi dei Premi Letterari?
Sì, mi sono stati conferiti vari Premi e ho vinto concorsi interessanti in Albania, in Kosovo, in Montenegro, in Macedonia del Nord, in Romania e in altri posti. Quello che per me conta davvero è sapere che gli studenti conoscono e recitano a memoria i miei versi, li pubblicano sui loro profili social e dedicano le mie poesie d’amore al loro o alla loro partner, (scherzosamente dico che sono anche una sorta di cupido). Ritengo i premi letterari importanti, ma alla base ci deve essere serietà, una genuina critica letteraria e non un’assegnazione basata sull’amicizia o su uno scambio di favori, come sovente accade, per nostra sfortuna.
Qual è la tua idea sulla condizione della poesia oggi? Come viene percepita, secondo te, dal lettore moderno?
Purtroppo a godere della bellezza della poesia oggi è solo un’esigua parte di lettori, che la conoscono, che sanno cosa sia realmente e che comprendono il messaggio espresso dal poeta, usando la raffigurazione letteraria. Non di rado, durante le fiere, mi sono sentito dire dagli editori che avrei dovuto impegnarmi di più, che avrei dovuto portare novelle e romanzi, perché si vendono.
Ho sempre sorriso di fronte a queste parole e ancora continuo a dare ai miei lettori ciò che so meglio scrivere, in questo momento: la poesia. Quando sarò capace di coltivare altri generi letterari, lo farò. Sono convinto che la vera poesia non morirà mai, perché trasmette con spirito puro i sentimenti e ciò non è mai cambiato nei secoli e mai cambierà.
Il lettore moderno che si avvicina ai versi, conosce un’umanità capace di esprimere vivide sensazioni. Sono ottimista in merito e consiglio ai giovani di leggere una bella poesia, al mattino, al risveglio, anziché accedere ai social network o leggere l’oroscopo.
Due parole sull’Albania.
Avrei molto da dire sull’Albania, ma in due parole posso affermare che non esiste un altro posto che amo come la terra in cui riposano i miei nonni, bagnata da due mari, l’Adriatico e lo Ionio, ricca di fiumi, di laghi, di pianure, di colline, di montagne e della generosità degli autoctoni, che tramandano i geni degli Illiri e dei Pelasgi. L’espressione albanese Shtëpia është e mikut dhe e Zotit, (La casa è dell’amico e di Dio), è la prova della generosità e dell’ospitalità che questo Paese riserva a chiunque voglia visitarlo e conoscerne la storia, la lingua e la cultura. Vale la pena avvicinarsi all’Albania: si amerà sia il posto che l’umanità che la abita.



