Pjerin Vlashi è il prete che spara a un angelo in Vizita, lo spettacolo teatrale che il Teatro Fontana di Milano ospiterà dal 27 febbraio al 2 marzo. In questa intervista, che ci ha gentilmente concesso, si racconta e descrive le emozioni che lo spettacolo gli sta regalando. Buona lettura!
Albania Letteraria media partner di Vizita

Parliamo del tuo ruolo in Vizita: il prete che spara all’angelo. Rasenta quasi la blasfemia…
Non si tratta di blasfemia, poiché il prete è convinto di sparare a un uccello. Solo in seguito si accorge di aver sparato a un angelo. Infatti, si attiva per soccorrerlo e aiutarlo come può. Emerge, indubbiamente, il suo grande senso di colpa.
Come diventi attore? Qual è stato il tuo percorso?
Per diventare attore è necessario studiare all’Accademia delle Belle Arti, ma non è sufficiente. Una buona cultura generale, l’umiltà, (una qualità difficile da trovare negli attori), sentirsi una persona libera, possedere un egoismo artistico, insieme a un pizzico di talento, sono requisiti fondamentali.
Il mio percorso di attore è cominciato quando avevo 8 anni, dunque nel 1973. Ho partecipato agli spettacoli organizzati dal Teatro Nazionale d’Albania. Mio padre era un attore teatrale e cinematografico molto noto, quindi la strada è stata tutta in discesa per me.
Nel 1991, un anno dopo aver conseguito la laurea, ho lasciato l’Albania, salendo su una delle navi che trasportavano fuggitivi, per poi tornarci definitivamente nel 2008 e da allora faccio l’attore e il doppiatore. Ho lavorato, collaborando con registi di spessore e in questi giorni inizierò con le prove per un nuovo spettacolo al Teatro Nazionale di Tirana.
Cosa ti lascerà Vizita?
Vizita lascerà un segno indelebile nella mia mente e nella mia anima. Non so descrivere la bellezza di questa esperienza e cosa significhi lavorare con un regista del calibro di Davide Iodice. Il tour europeo con Vizita arricchirà tantissimo la mia carriera artistica.
Grazie per l’intervista. Ci vediamo a Milano!



