Nel periodo tra il 2000 e il 1000 a.C., l’area del Mediterraneo (compreso i Balcani) ha vissuto una massiccia migrazione di popoli provenienti dall’Europa orientale, noti come “popoli delle steppe”. Questi popoli, secolo dopo secolo, sono arrivati a popolare le terre intorno al Mar Mediterraneo, interagendo in un dualismo contraddittorio con le popolazioni mediterranee preesistenti.

Poiché questi popoli avevano insediamenti relativamente vicini nella loro lontana origine, ovvero nelle steppe che si estendevano a nord del Mar Nero fino agli Urali, risulta logico ipotizzare che condividessero anche somiglianze linguistiche, rituali e costumi. Con la migrazione, portarono con sé anche la loro cultura, che si diffuse in tutte le regioni del Mediterraneo.
Nel primo millennio a.C., le migrazioni dai territori orientali iniziarono gradualmente a diminuire e i popoli giunti si stabilirono in diverse zone del Mediterraneo (e dei Balcani), differenziandosi tra loro anche nei nomi: Liguri, Veneti, Latini, Etruschi, Messapi, Celti, Illiri, Traci, Daci, Macedoni, Elleni, Baschi, Iberi, ecc.
Questa situazione geo-storica ci aiuta a comprendere il motivo per cui i discendenti di questi popoli, pur essendo trascorsi più di 2500 anni, continuano ancora oggi ad avere alcune parole comuni nei loro vocabolari.
A titolo di esempio:
La parola “berr” (I bovini in generale) è usata con lo stesso significato sia dagli Albanesi che dai Baschi
La parola “çika” (ragazza) è comune tra Albanesi e Iberici;
Le parole “shteg”(un stretto passaggio dove si può camminare) e “ruhen”( custodire) tra Albanesi e Tedeschi;
La parola “perpajna”(mettere i vitti sottoterra pe rinnovarli) tra Albanesi e Sardi;
La parola “dri” (idronimo dell’acqua in generale) tra Albanesi, Croati, Bosniaci, Greci e Italiani;
Le parole “arno”(sistemare un vestito andato male con altri pezzi) e “maraz” (l’ira) tra Albanesi ed Etruschi;
La parola “dhi – dhia” (la capra) tra Albanesi e antichi Elleni.
È chiaro che le condizioni geopolitiche e ambientali in cui vive un popolo influenzano direttamente il suo sviluppo e progresso. Il fatto che gli antenati del popolo ellenico si siano insediati sulle coste del Mar Egeo e, attraverso il commercio marittimo, siano entrati in contatto con altri popoli sviluppati dell’Oriente (Fenici, Egizi, Siriaci, ecc.) ha contribuito direttamente alla crescita del benessere degli Elleni e, parallelamente al loro sviluppo culturale. Allo stesso modo, per le stesse ragioni, si svilupparono anche gli Etruschi nella penisola appenninica.
Sulla base delle conoscenze attuali, possiamo affermare che questi due popoli praticarono la la scrittura prima degli altri popoli del Mediterraneo dell’epoca (escludendo Egizi e Fenici).
Proprio come oggi che il 95% dei popoli di Europa utilizzano solo due alfabeti per la propria scrittura, anche allora grazie agli scambi commerciali e culturali e alle conquiste, si diffuse l’uso dell’alfabeto ellenico e, successivamente, di quello latino. Questa situazione portò alla trascrizione con l’alfabeto ellenico (o latino) di parole in uso comune tra i popoli del Mediterraneo, tramandate dalla loro antica e comune origine. A prima vista, ciò portò erroneamente a considerarle parole di origine ellenica o latina. Tuttavia, la realtà potrebbe essere diversa. Per fare un parallelismo con la odierna situazione: possiamo forse definire una parola tedesca come latina solo perché è scritta con l’alfabeto latino?
Nella maggior parte dei casi, l’origine di una parola antica protoindoeuropea è direttamente legata all’effetto sonoro prodotto da un fenomeno naturale. Ad esempio, il flusso d’acqua che scende dalla montagna genera un rumore continuo, che qualcuno ha percepito come simile a suoni come dr, der, dri, dre, dro, dra.
Attraverso l’evoluzione linguistica, il corso d’acqua, il fiume e, in generale, l’”acqua” hanno assunto significati derivati dalla pronuncia di queste combinazioni di lettere (dr, der, dri, dre, dro, dra, ecc.).
Esempi di idronimi legati all’”acqua” includono:
• Skodrinon – nome illirico antico della città di Scutari;
• Adriatico – mare che bagna la costa dell’Illiria;
• Drini – fiume in Illiria (Albania);
• Drino – fiume in Illiria (Albania);
• Drinasa – fiume in Illiria (Albania);
• Drilon – fiume in Illiria (Albania);
• Balldr(e) – villaggio situato di fronte al fiume Drin in Illiria (Albania);
• Jadro – fiume in Illiria (Croazia);
• Drina – fiume in Illiria (Bosnia);
• Drava – fiume nella regione abitata dai Veneti, popolo affine per origine e confinante con gli Illiri (Nord-Est Italia, Austria, Slovenia, Croazia, ecc.);
• Vardar – fiume in Dardania, Illiria (Macedonia del Nord);
• Chidro – fiume (Salento – Puglia, Italia), posto abitato dai Messapi, popolo illirico;
• Idro – lago nella provincia di Brescia, Italia, al confine con il Veneto.
Se consultiamo casualmente un dizionario delle lingue europee, vedremo che il termine “idronimo”, che indica ambienti acquatici, è considerato di origine ellenica. Tuttavia, se “scaviamo più a fondo” negli studi scientifici sull’etimologia delle parole che contengono la combinazione di lettere (dr, der, dri, dre, dro, dra), possiamo cambiare opinione.
Il prof. Roberto Bigoni (Italia), nel suo studio scientifico sull’origine (etimologia) delle parole legate al significato dell’acqua (acqua, corso d’acqua, fiume, lago, palude, stagno, ecc.) nelle “sottostrutture indoeuropee prelatine” – “Le acque. Il substrato indoeuropeo prelatino” – conferma che:
Le pronunce derivanti dall’unione delle lettere a-dro, che accompagnano il concetto dell’acqua che scorre e dell’acqua in generale, provengono da antiche radici indoeuropee (avestiche, celtiche, venete, illiriche; es. Jadro – fiume in Illiria).
Questa radice si riscontra sia in Illiria che sulle coste italiane dell’Adriatico. A tale conclusione, Bigoni giunge anche facendo riferimento all’opera di J. Pokorny, “Indogermanisches etymologisches Wörterbuch”.
La realtà sul terreno, insieme agli studi più approfonditi, ci convincono che gli idronimi contenenti la combinazione di lettere dr, che si trovano principalmente nei territori un tempo abitati dagli Illiri (Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Kosovo, Puglia), sono di origine illirica e non ellenica.
La logica ci dice che l’antica città di Shkodra (Scutari), chiamata Scodrinon (nome documentato su una moneta illirica del 230 a.C.), ha preso il suo nome dal fiume Drin (idronimo di origine illirica), poiché si trovava ed è tuttora situata esattamente sulle rive di questo fiume.
Di conseguenza, anche l’antico nome della città di Shkodra, “Scodrinon”, risulta di origine illirica, il che rappresenta un’ulteriore prova dell’autenticità e autoctonia del popolo albanese nei propri territori storici.
Concludo, ricordando con rispetto il grande linguista scutarino, il compianto prof. David Luka, che fu il primo a trattare l’antico nome “Scodrinon” della città di Shkodër (Scutari) come un elemento idronimo, in relazione alla posizione della città vicino al fiume Drin.
Filip Guraziu
Articolo precedentemente pubblicato su Panorama di Tirana e Dielli di New York



