Sono stati due gli incontri organizzati da Albania Letteraria, il 13 dicembre a Roma, incentrati sulle dinamiche dell’Albania di Enver Hoxha, che hanno visto protagonisti lo scrittore e giornalista Giovanni Verga e il suo libro L’uomo che non doveva mai morire. L’Albania e il regime di Enver Hoxha, pubblicato da Prospero Editore nel 2024.

Ad accogliere lo scrittore, al mattino, presso la Biblioteca Collina della Pace, due classi IV dell’IIS Pertini Falcone e le loro docenti, oltre alla direttrice Paola Tinchitella. L’autore ha fatto una panoramica del libro, dividendo la discussione in 4 tematiche principali: la figura di Enver Hoxha, il sigurimi, la guerra alle religioni, i divorzi politici.
Facendo un excursus negli ultimi vent’anni di vita del dittatore, Verga ha illustrato le dinamiche del regime comunista che ha stretto l’Albania nella morsa dell’isolamento per circa 45 anni, raccontando un pezzo di storia del Paese delle Aquile ancora poco conosciuto e narrato. Le letture di alcuni passaggi del testo sono state a cura della Biblioteca.

Il secondo appuntamento si è tenuto, nella serata dello stesso giorno, presso la Sala Consiglio del VI Municipio, organizzato in collaborazione con l’associazione Per un mondo migliore e con il Patrocinio del VI Municipio di Roma Capitale. L’evento è stato impreziosito dalla partecipazione dell’Assessore alle politiche sociali Romano Amato, da quelle del Presidente del VI Municipio Nicola Franco e di Filip Guraziu, vicepresidente dell’Associazione di Scutari degli ex perseguitati d’Albania, che si è collegato da remoto.

Si è instaurato, sin da subito, un vivace dibattito tra l’autore e il pubblico presente su ciò che è accaduto durante il regime e sulle ripercussioni che ciò ha avuto sull’evoluzione sociale e culturale del Paese. Le letture sono state a cura dell’Associazione e della sua presidente Eriselda Qejvanaj.

In una giornata particolarmente difficile a causa dello sciopero dei trasporti organizzato dai sindacati e dalle intemperie che si sono abbattute sulla capitale, l’Albania, le sue voci e le sue storie sono state al centro di due interessanti e partecipati incontri, con la promessa che lo saranno in altri e sempre più frequentemente.

