Giovedì 5 dicembre, ore 17.30, presso Il Punto Hub Creativo di Piazza Giuseppe Garibaldi, nel cuore di Parma, si svolgerà l’incontro Una voce per le donne, che vedrà protagonisti la giornalista e scrittrice Giuliana Sgrena e il suo ultimo libro Donne ingannate. Donne ingannate. Il velo come identità, religione e libertà pubblicato da il Saggiatore, nel 2022.
L’incontro, organizzato dall’ Associazione Scanderbeg Parma e da Albania Letteraria, con il Patrocinio del Comune di Parma, con la partecipazione dell’Assessorato dei Servizi Educativi e Pari Opportunità del Comune di Parma, è realizzato nel contesto del mese della Cultura Albanese, l’appuntamento annuale organizzato ogni anno da Scanderbeg Parma. Interverrà Caterina Bonetti, Assessore dei Servizi Educativi e Pari Opportunità. L’evento si propone di affrontare la drammatica tematica della violenza contro le donne e delle discriminazioni che subiscono nel mondo.

L’inganno che veste i panni della libera scelta: con un taglio giornalistico e l’espressione di concetti concreti e accusatori, Giuliana Sgrena con il suo Donne ingannate consegna una testimonianza, personale, forte e drammatica circa l’utilizzo del velo islamico. L’autrice compie un’accurata anamnesi dell’argomento trattato nelle tre sezioni che compongono il testo.
La prima spiega l’uso del velo in rapporto alla tradizione e all’emancipazione delle donne, poi vanificata dalla reislamizzazione. La seconda parte tratta dell’individualità, a partire dall’Iran, dove è stato Khomeini a dare al chador una valenza identitaria. A proposito di questo, esiste una netta divisione tra le donne che vedono in tale imposizione la più alta espressione del proprio senso di appartenenza all’Islam e quelle che, invece, sentendosi perfettamente integrate in altre realtà, non la accettano, a costo di pagare questo rifiuto con la propria vita, come i tristi fatti di cronaca degli ultimi anni ci insegnano. La terza e ultima sezione tratta la relazione tra il velo e la libertà attraverso le campagne lanciate sui social, ormai un importante strumento di comunicazione in grado di superare gli ostacoli costituiti da regimi autoritari
Giuliana Sgrena è nota anche per il sequestro che subì in Iraq nel 2005 da parte di terroristi islamisti, e per il fuoco amico statunitense che colpì l’auto sulla quale viaggiava dopo la liberazione e che uccise il funzionario di polizia che la scortava Nicola Calipari. Nella sua carriera di cronista, Sgrena ha avuto modo di realizzare numerosi resoconti da zone di guerra, tra cui Algeria, Somalia ed Afghanistan. Si è occupata particolarmente della condizione della donna nell’Islam.
È stata candidata per le elezioni europee del 2009 con Sinistra e Libertà, ma non eletta, e nel Congresso fondativo del partito a dicembre dello stesso anno è stata inserita nel coordinamento nazionale del nascente Sinistra Ecologia Libertà, di cui negli anni seguenti fa parte dell’Assemblea nazionale. Viene candidata poi alle elezioni europee del 2014 per la lista L’Altra Europa con Tsipras nella circoscrizione Italia nord-occidentale (che raccoglie i collegi di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria), ottenendo 30.863 preferenze ma non venendo eletta.



