Un evento sentito e molto partecipato Il libro necessario di Dom Jubani che si è svolto a Bari, presso la sala dell’Istituto Borea, organizzato da Albania Letteraria, dall’Associazione Le Aquile di Seta, con il Patrocinio e la collaborazione del Consolato della Repubblica d’Albania a Bari. A dialogare circa il testo pubblicato dalla casa editrice Cantagalli, intitolato Dal profondo dell’inferno ho visto Gesù crocifisso, S.E. mon. Angelo Massafra già Arcivescovo Metropolita di Scutari e autore della prefazione del volume e Alda Kushi socia delle Aquile di Seta e assegnista di ricerca presso l’Università del Salento. A impreziosire ulteriormente l’appuntamento, l’esposizione delle opere dell’artista Tany Nebi.

Numerosi i contributi, a partire dalla suggestiva introduzione di Arianita Nebi, socia delle Aquile, che ha ricordato l’impegno dell’Associazione sul territorio, ormai diventata un punto di riferimento non solo per la comunità albanese di Bari, ma per l’intera cittadinanza; ha raccontato la sua provenienza da una famiglia perseguitata dal regime albanese e della necessità costante, che ancora si avverte, di testimonianze come quelle di don Jubani. Le emozionanti parole di don Peppino, parroco del territorio, hanno portato un saluto di fede e speranza.

Interessante l’intervento del prof. Giuseppe Cascione Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari, sull’importanza che le iniziative culturali hanno nel contesto della collettività e di spessore quello del Console Generale della Repubblica d’Albania a Bari prof. Arjan Vasjari, che, tra le tante cose, ha sottolineato quanto il libro di don Jubani abbatta le convinzioni di chi, ancora oggi, minimizza l’oppressione sanguinaria operata dalla dittatura di Enver Hoxha.

Intense e significative le parole di mons. Massafra, che ha fatto un corposo riferimento a quanto subito da dom Simon Jubani durante i ventisei anni di prigionia nelle carceri dell’Albania rossa, senza trascurare tutti coloro che hanno sofferto il martirio, la costrizione e la violenza della tirannia.
Curiosa e stimolante la visione di Alda Kushi intorno al ruolo delle religioni dal punto di vista sociale e psicologico e alla ricostruzione della fede, mai persa dal popolo albanese, nonostante Hoxha avesse dichiarato l’Albania Paese ateo.

Alcuni dei partecipanti, tra il pubblico, hanno portato la propria testimonianza di vita vissuta durante il regime. In conclusione, i saluti dell’Assessora alle Culture del Comune di Bari Paola Romano, che ha evidenziato l’accoglienza della città di Bari e l’importanza della memoria e di S.E. mons. Giuseppe Satriano Arcivescovo Metropolita della Diocesi Bari – Bitonto, che ha invitato a leggere le parole di dom Jubani, poiché permettono un “necessario” viaggio della mente e dell’anima.

A chiudere l’appuntamento pregno di vivide sensazioni, la lettura della preghiera Sangue a Scutari dedicata a tutti i martiri.


