Lunedì 3 febbraio, ore 18.30, presso la Sala dell’Istituto BOREA in Piazza Garibaldi, 18 a Bari, si presenterà il libro di Dom Simon Jubani, Edizioni Cantagalli , 2024. L’evento è organizzato da Albania Letteraria, dall’Associazione Le Aquile di Seta e con il Patrocinio del Consolato Generale della Repubblica d’Albania a Bari. A confrontarsi sull’opera saranno mons. Angelo Massafra, già Arcivescovo di Scutari e autore della presentazione del testo, Alda Kushi socia delle Aquile di Seta e assegnista di ricerca presso l’Università del Salento, Anna Lattanzi, capo redattrice di Albania Letteraria e direttrice di FjalaFest, il Festival della Letteratura Albanese. L’evento verrà impreziosito dalla partecipazione del Vescovo della Diocesi Bari Bitonto mons. Giuseppe Satriano.

A introdurre l’incontro Arianita Nebi, socia delle Aquile di Seta. A seguire i saluti delle istituzioni, con Paola Romano, Assessora alle Culture del Comune di Bari, Giuseppe Cascione, direttore di Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari e Senatore Accademico, Arjan Vasjari, Console Generale d’Albania a Bari. L’incontro accoglierà l’esposizione di alcune opere del pittore albanese Tany Nebi.
Un libro potente e necessario Dal profondo dell’inferno ho visto Gesù crocifisso (Burgjet e mia, Scutari 2021) di Dom Jubani (8 marzo 1927 – 12 luglio 2011), pubblicato nella traduzione di Edlira Çiftja. La Prefazione del testo è di Dominique Combette, l’Invito alla lettura di padre Daniel Gjeçaj, l’introduzione e la postfazione di Ana Luka. Il volume è arricchito da foto e da appendici, che offrono importanti informazioni, come l’elenco dei 38 martiri del comunismo in Albania, beatificati a Scutari il 5 novembre 2016 e diverse mappe, tra le quali, quelle delle prigioni e dei campi dell’Albania comunista e delle parrocchie servite da dom Simon.
Partendo dalla preziosa e drammatica testimonianza che dom Jubani lascia ai posteri, l’incontro intende ripercorrere le tappe più importanti della sua vita e i ventisei anni trascorsi nelle carceri comuniste, dove subì torture indicibili. Una volta scarcerato, il 4 novembre 1990, celebrò la prima Messa pubblica in Albania, a emblema del crollo del regime. L’evento ha l’obiettivo di presentare l’opera di un sacerdote che è l’emblema della resistenza cattolica al regime comunista albanese e di portare l’attenzione sul periodo storico che ha visto l’Albania chiusa nella morsa del potere di Enver Hoxha, leader di un regime considerato tra i più sanguinari del Balcani.
Le Aquile di Seta è l’Associazione di donne albanesi a Bari, nata per tutelare e valorizzare la storia e il passato della Diaspora albanese in Italia.
Vista la sinergia affiorata, un bel giorno si è deciso di intraprendere un progetto comune, chiaro e concreto, la creazione di un’Associazione che si occupa di promozione sociale, con al centro degli interessi il ruolo della donna in generale e della donna di origini albanesi in particolare. Per tutti questi motivi e tanti altri che arriveranno è nata “LE AQUILE DI SETA”. Un nome non a caso, bensì sinonimo di forza e determinazione; la potenza cosmica, ma senza trascurare i tratti della delicatezza, eleganza, educazione e dell’intelligenza e soprattutto dell’anima nobile.
L’Associazione ha fatto molta strada, diventando un punto di riferimento, non solo per la comunità albanese, ma per l’intera cittadinanza, con la partecipazione e l’organizzazione di attività sia nella città di Bari, che nella provincia, a sostegno della cultura e dei diritti umani. Si è fatta promotrice del progetto della conservazione della lingua albanese con la fondazione della Scuola di lingua albanese di Bari, dove insegnanti di madre lingua impartiscono, a titolo volontario, lezioni di albanese, affinché le nuove generazioni possano non perdere l’importante connessione con le loro radici.


