Sabato 5 aprile si è svolto, a Torino, un evento singolare che ha visto protagoniste l’Albania e la Palestina, attraverso la voce di due dei loro autori. Tom Kuka (Enkel Demi) e lo scrittore palestinese Muin Masri hanno animato un incontro pregno di emozioni, di cultura e dall’alto profilo divulgativo. L’appuntamento che si è svolto presso il Centro Documentazione Jean Marie Tshotsa, organizzato dall’ Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali A.M.M.I, da Albania Letteraria, in collaborazione con Letteranza.org, ha ricevuto un grande consenso di pubblico e un’elevata e sentita partecipazione.

I primi interventi
All’apertura i saluti di Blenti Shehaj, Presidente dell’Associzione Multietnica Mediatori, che ha spiegato gli obiettivi di A.M.M.I. e le motivazioni per cui si è pensato a un incontro di questo tipo, con voci autoriali di etnie diverse, affinché le differenze possano costituire fonte di unione e non di separazione. Idea condivisa anche da Karim Metref di Letterranza.org, il blog letterario dedicato agli autori di origine straniera, che vivono in Italia e che scrivono nella loro lingua d’adozione e a quelli di seconda generazione, figli di immigrati.
Le connessioni
È noto come Tom Kuka ami rappresentare l’Albania odierna, raccontando quella dei tempi che non ci sono più. Ha portato il lettore nella Tirana di più di un secolo fa, quando non era una città e ancora nella terra albanese di più di duecento anni fa, dove miti e leggende erano i primi narratori del Paese delle Aquile.
La sua passione per le storie tramandate oralmente spicca nei suoi libri, come la semplicità con cui consegna al lettore le vicende che hanno riguardato i suoi nonni e altri vicini alla sua quotidianità, con le loro usanze e le tradizioni che rispecchiano la cultura d’Albania.
Nel suo ultimo testo, I rënë nga qielli, non ancora tradotto in italiano, con cui si è aggiudicato il “Premio miglior autore dell’anno 2024” in Albania, ha pensato di raccontare il suo Paese, facendo riferimento a un tempo passato, ma decisamente più recente: il 1997, noto per essere l’anno delle bande armate, quello del caos albanese. Pochi autori ne hanno scritto e parlato, tanto che ai più non sono note le cause scatenanti, come la famosa truffa delle società piramidali.
Ho pensato di scrivere questo libro, che letteralmente tradotto in italiano si intitola Caduto dal cielo, rifacendomi a fatti realmente accaduti, a cui ho mescolato una parte di fiction. Di base penso che gli albanesi non siano bravi a fare la guerra quando questa è in atto, ma lo siano molto di più quando regna la pace.

Vendesi Croce è l’ultima fatica di Masri, in cui l’autore fa una panoramica della sua vita, quella di un uomo che ha provato sulla sua pelle lo strappo dalla propria terra, il dramma della guerra e dell’occupazione, le difficoltà all’arrivo in Italia e quel sapore unico di libertà che ha colto appena è giunto nel nostro Paese e che coglie giorno dopo giorno.
Ho fatto nascere i miei figli in un posto libero ed era la cosa più giusta che potessi fare. A volte mi chiedono di raccontare delle storie di quando ero ragazzo, di quando vivevo in Palestina. Mi sento in difficoltà, perché i racconti non finiscono mai bene e allora, narro la storia priva di finale, così possono pensarci loro a crearne uno bello.
Gli argomenti affrontati sono stati molteplici e il dibattito, che ha coinvolto anche il pubblico, è stato vivace e interessante. Si è parlato di tradizioni, di credenze, di memoria e di un’identità che a volte rimane non definita. Tom Kuka è albanese, della Ciamuria, la terra che si trova tra l’Albania meridionale e prevalentemente nell’attuale Grecia settentrionale.
Rimane difficile per me entrare in quel lembo di terra, in quella che mi ha dato i natali, poiché vengo sottoposto a controlli e interrogatori. Non è piacevole non poter rientrare a casa. Uno dei motivi per cui amo venire in Italia è perché qui mi sento libero di esprimermi, di raccontare le mie idee.
Anche Musri non ci pensa a tornare in Palestina. Lì ha la sua mamma, ma le difficoltà per andare da lei sono enormi.
L’ultima volta io e tutta la mia famiglia, bimbi compresi, abbiamo subito pesanti interrogatori, siamo rimasti bloccati in aeroporto per tante ore. Se tratti la persona come una bestia, non puoi pretendere che si comporti in maniera civile.

Anche la gastronomia ha fatto la sua parte, insieme alle tradizioni culinarie dei due posti, di cui gli autori hanno parlato, portando alla numerosa platea sentimento, emozione e un pizzico di nostalgia.
Il potere della letteratura ha unito con il suo filo indelebile due mondi e forse proprio come direbbe Tom Kuka
I confini non esistono, sono un’inutile invenzione dell’uomo.
Oppure come direbbe Muin Masri.
Io qui posso sognare e sperare che i miei sogni diventino realtà.
Il bel pomeriggio è terminato con un altro momento di condivisione, in cui il cibo è stato protagonista, grazie a un rifresco offerto da A.M.M.I.


