Rita Gjeka è una nota attrice albanese, già direttrice del Teatro Migjeni di Scutari ed è proprio sotto la sua direzione che nasce il progetto di Vizita, lo spettacolo teatrale che approderà al Teatro Fontana di Milano il 27 febbraio e ci resterà fino al 2 marzo, di cui Albania Letteraria è media partner. Rita racconta i primi passi di Vizita e l’inizio di un’avventura unica per la compagnia teatrale albanese. Buona lettura.

Vizita è un progetto che nasce quando tu eri direttrice del Teatro di Scutari. Perché la scelta è ricaduta su una rappresentazione così particolare?
La nostra grande voglia di collaborare con l’Italia è stata soddisfatta grazie a Danilo Soddu. Abbiamo contattato Danilo, ritenendo che fosse la persona giusta, viste le attività che Sardegna Teatro svolge.
Danilo è diventato il nostro punto di riferimento e tramite lui abbiamo conosciuto e incontrato Davide Iodice. All’epoca ero direttrice del Teatro Migjeni di Scutari e così mi sono rivolta all’Istituto Italiano di Cultura a Tirana per chiedere loro un aiuto economico. L’IIC non ha avuto alcuna esitazione a darci il suo sostegno, considerata la fama di Davide in qualità di regista e non solo.
Ora parlo da artista e non da ex direttrice di Teatro. Scutari è considerata, da sempre, la culla della cultura e della civiltà albanese, motivo per cui abbiamo fortemente desiderato collaborare con Napoli e con la Sardegna. Bisogna ammettere che, in questo caso, siamo stati davvero fortunati.
Ritengo importante sottolineare che Vizita non è solo uno spettacolo, ma molto di più. Davide e tutti i collaboratori italiani ci hanno aiutato ad amarci reciprocamente e ad apprezzarci. Si tratta di un grande insegnamento, che ci sembra doveroso trasmettere agli altri. La tournée è una cosa nuova e per noi è un grande onore esserci.
A Davide ho lasciato carta bianca: gli ho solo chiesto di poter coinvolgere gli attori nell’organizzazione e ha subito accettato. Ho sempre coinvolto tutti nelle decisioni, non ho mai fatto nulla da sola e in particolare mi sono tanto rivolta a Jozef. Personalmente ho voluto far parte del cast, perché nasco come attrice, lo sono da circa quarant’anni. Sono stata direttrice del Teatro, ma solo negli ultimi otto anni.
Qual è il tuo ruolo nello spettacolo e quali sono le emozioni che ti dona questo progetto teatrale?
Confesso che l’emozione più grande, per me, è far parte della rappresentazione. Sono un’attrice pluripremiata e ho avuto la fortuna di scegliere sempre cosa fare e chi interpretare. Nel caso di Vizita mi hanno cucito addosso il giusto ruolo. Interpreto la governante, il personaggio che apre e chiude lo spettacolo. Mi sento responsabile di tutto ciò che accade su quel palco, come se fosse casa mia. Sono emozionata. Nella mia vita ho impersonato tanti ruoli, anche di rilievo, ma in questo mi sento molto Rita.
In che modo pensi che Vizita possa far conoscere l’Albania?
Gli albanesi sono intelligenti, lavoratori e di buon cuore. Abbiamo sofferto tanto e sarebbe ora che l’Albania venisse conosciuta anche dal punto di vista artistico. Diversi albanesi sono famosi nel mondo, fanno belle cose, ma la storia, la musica di Vizita, tutta la rappresentazione, è un modo straordinario di far conoscere il nostro Paese.



