I Balcani nella strategia politica dell’Occidente dalla guerre alla democrazia – 1991-2010

I Balcani nella strategia politica dell’Occidente dalla guerre alla democrazia – 1991-2010

Presentazione del libro

Il periodo preso in esame da Cinzia Battista nel suo saggio “I Balcani nella strategia politica dell’Occidente dalle guerre alla democrazia – 1991-2000” è certamente complesso per gli eventi cha hanno visto il disgregarsi della Jugoslavia e l’affermarsi delle piccole patrie.

«Sul piano interno sono venute a piena maturazione – afferma nella prefazione il prof. Marcello Saja – le singole identità nazionali e la voglia di affermarle, ma soprattutto perché le potenze egemoni nella Comunità internazionale su questo lembo di terra hanno misurato le proprie ambizioni di potenza ed hanno trasformato le questioni interne in piccoli e grandi banchi di prova per affermare la propria supremazia».

Slovenia e Croazia sono entrate – con minori o maggiori difficoltà – nell’Europa, mentre gli stati del Sud hanno imboccato un difficile periodo di transizione a tutt’oggi non concluso.

Le grandi difficoltà documentate dall’Autrice nel difficile cammino di questa parte dei Balcani verso l’Europa mostrano come il principale problema resti quello della vischiosità di un tessuto economico e sociale ancora fortemente intriso di una cultura orientata al passato e restia ad abbandonare i mille rivoli delle risorse affluenti dai piccoli ai grandi traffici illeciti.

La soluzione – sostiene l’A. – resta comunque l’ingresso in Europa, assunto pienamente condivisibile per ragioni di sicurezza interna ed internazionale.
Nel prologo: “Le guerre balcaniche degli anni Novanta” Cinzia Battista fa una ampia disamina delle guerre balcaniche del decennio:

1991 – Slovenia e Croazia
1992-1994 – Bosnia – Erzegovina
1995 – Bosnia – Erzegovina e Croazia
1999 – Intervento militare nel Kossovo.

Quindi tratta del ruolo degli stati occidentali nella crisi bosniaca del 1991, quindi della guerra di Bosnia (1992-1995) e la strategia della Comunità Internazionale fino agli accordi di Dayton.
Ampio spazio è dato all’intervento militare per il Kossovo del 1999.

L’A. si domanda, al termine del capitolo, quale è l’eredità lasciataci dall’intervento umanitario per il Kossovo. Essa è soprattutto di natura giuridica: l’affermazione di un nuovo approccio normativo in materia di difesa dei diritti umani e, da questo punto di vista, la centralità della «Responsabilty to protect» ne rappresenta il retaggio più significativo ed attuale.

Nell’ultimo capitolo Cinzia Battista ricorda come l’Albania – unico stato dei Balcani Occidentali a non far parte dell’ex Jugoslavia – non sia stato coinvolto nelle guerre degli anni novanta.

Nel corso del 2008 l’Albania ha compiuto importanti progressi sulla via dell’integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche entrando a pieno titolo nell’Alleanza Atlantica. Inoltre vi è stata la liberalizzazione dei visti, attesa con ansia soprattutto in questo momento in cui il paese sta attraversando una seria crisi.

«Il destino dei popoli, così lontani dalla nostra cultura, ma così vicini geograficamente – conclude Cinzia Battista – sarà anche il nostro, nel momento in cui essi entreranno nella “casa comune europea”. E’ importante imparare a conoscerli, non continuare a ignorarli».

Franco Tagliarini

Dettagli

Autore: Cinzia Battista
Genere: Storia e memoria
Editore: Edizioni Eiffel
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788895447063

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