Peter Bartl

Peter Bartl è stato professore presso l’Università Ludwing Maximilian di Monaco, dove ha lavorato a partire dal 1968, prima come assistente alla cattedra e poi come professore di Storia dell’Europa Orientale e Meridionale. Bartl giunse nella Germania occidentale nel 1956, da una Germania orientale governata dai sovietici e dai comunisti. In quel periodo, la fuga dalla Germania comunista, attraverso Berlino, era possibile senza correre grandi pericoli.

Insigne studioso della Storia albanese, di quella dell’Europa Sud-Orientale e della Jugoslavia, ha redatto la sua tesi di laurea incentrandola sull’epopea del nazionalismo albanese del XIX secolo e del XX secolo. Oggi, è riconosciuta come la più importante raccolta di documenti relativi alla Storia d’Albania.

Contrariamente a tanti altri storici, che spesso hanno abbracciato una forma di nazionalismo popolare, palesandola come propria e lontana da ogni forma già conosciuta, Bartl è riuscito a portare avanti la sua ideologia, facendo riferimento agli stereotipi presenti nella moderna storiografia albanese.
Modesto, leggermente introverso, era uno studioso che non apprezzava le controversie, sempre concentrato sul suo lavoro scientifico.

Per alcuni studiosi, come lo storico Konrad Clewing, il professor Bartl può essere considerato uno dei principali rappresentanti della ricerca albanese nel mondo della Germania occidentale della seconda metà del XX secolo.

Nella sua opera “Albania. Dal Medioevo ai giorni nostri”, Bartl ha trattato con attenta e scientifica accuratezza l’estensione geografica degli albanesi – dall’Adriatico ai Balcani centrali, descrivendo e analizzando le guerre albanesi contro gli ottomani, e in particolare il ruolo di Gjergj Kastriot Skanderbeg.

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