La mia casa profuma di mele cotogne

Vojsava Zagali ci affida questo nuovo libro fatto di poesie e di riflessioni, ricordandoci di annaffiare sempre l’amore ed i ricordi come parte della nostra sostanza. Le parole, la fede sono il giardino che la terra offre ogni giorno per ricamare i sogni.

La mia casa profuma di mele cotogne

Presentazione del libro

Sono figlia della terra
Mi sveglio di mattina baciando l’alba
che colora la mia giornata di speranza.
Profumo come la terra di rosmarino, menta e lavanda
conservando i miei semi che germogliano in primavera.
Metto radici profonde fino al cuore del mio essere
e non mi stanco a rifiorire dopo ogni inverno passato.

***

Dall’anteprima del libro

È mattina, di lunedì. Cambio il foglio del calendario. Guardo fuori dalle finestre e l’inverno lo trovo dappertutto. Fa freddo! Vedo gli alberi spogli come scheletri ricoperti di ghiaccio. Quanta neve è caduta in montagna questo inverno. L’inverno scorso invece no. I campi da sci li nutrivano di neve artificiale. Vedo i filmati che trasmettono nel telegiornale che parlano di questa abbondanza strana e cerco di dare una spiegazione scientifica al fenomeno.

L’ultima nevicata così abbondante fu circa venti o trent’anni fa. Dov’ero io? Cosa facevo? Mi risalgono ricordi di Tirana. Tutti che correvamo verso il parco per immortalare questa bianca copertura in fotografie. “Njëzetegjashtë lek”. Ventisei lek (moneta albanese) per una coppia di fotografie in bianco e nero da dividere con l’amica del cuore. Una foto per me ed una per lei appiccicate in due album. Lei forse, il suo l’ha portato via quando ha migrato come me. Io invece ho lasciato tutto nella mia casa natale. Non voglio spogliarla dai vecchi ricordi. Mio papà se n’è andato in cielo, ha raggiunto mia sorella e sua mamma. Mia mamma, invece, me la son portata via a vivere con me a Padova. Mi ha aiutato a crescere mio figlio Josef ed a riempire di calore la sua infanzia. Con la sua pazienza gli ha insegnato come abbottonare i vestiti e come allacciare le scarpe. Quando era piccolo gli piaceva farsi imboccare dalla nonna che gli raccontava le favole. Durante questi momenti gli ha parlato dei nostri avi, gli ha insegnato i nomi di tutti quanti ed i legami di parentela. Ha appreso con lei le prime nozioni di geografia e della natura. Ogni mattina prima di uscire di casa per andare a 8 scuola gli raccomandava di comportarsi bene e di non litigare mai con i suoi compagni. Gli ha insegnato come amare il prossimo ed essere sempre educato, in ogni occasione che la vita ci presenta. La sua presenza lo ha aiutato ed è stata decisiva per formare un’anima tenera ed un cuore sensibile.

Da anni la casa a Tirana è muta in attesa che noi torniamo per aprirla e dare per qualche giorno un po’ di vita. Ma io ci vado sempre con il mio pensiero. Apro le finestre per far penetrare il sole. Con il mattarello, quello lungo come un bastone, che mia mamma usava per stendere la pasta al filo per fare il “byrek”, busso sul soffitto. “Il caffè è pronto!” Si usava così, in mancanza del telefono, per avvisare la vicina di casa di scendere quel pomeriggio o quella mattina, da noi, per fare due chiacchiere e sorseggiare un po’ di dolce-amaro caffè mischiato di confidenze. Mi affaccio sul balcone e guardo la montagna di Dajt imbiancata. I nuovi grattacieli, che stanno crescendo come i funghi dopo la pioggia, mi coprono la visione. Cerco di spostarli con la mano, ma loro mi ridono in faccia. La loro “modernità” non mi appartiene.

Amo le cose semplici. Torno dentro ed accendo la stufa a legna, come allora, che non riusciva mai a riscaldare tutta la casa. Mia nonna, quando veniva da noi per qualche giorno come ospite, sedeva al posto più vicino, quasi attaccata ad essa, mentre io mi appiccicavo a lei ed approfittavo dei suoi abbracci. Riusciva sempre a farmi confessare segreti di gioventù. Le piaceva rompere le noci. Poi io buttavo i gusci nel fuoco e vedevo la fiamma viva ed allegra. Cercavo di capire le forme che prendevano le lingue della fiamma ed avvicinavo le mani che si riscaldassero meglio. Non amavo il freddo, come ora. Ma mia nonna metteva le mie tra le sue mani ed io sentivo il calore pervadere tutto il mio essere. Quante risate mentre lei apriva un melograno sul tavolo della cucina ed i chicchi si spargevano dovunque macchiandoci le mani.

Ogni mattina presto, mio papà prendeva la sua cartella nera e si dirigeva verso la Biblioteca Nazionale per fare le sue ricerche e per scrivere i suoi libri. 9 La vita ti invade di eventi. Ma quelli semplici formano la tua sostanza. Ogni tanto in questi due anni, ho rubato al quotidiano qualche attimo per scrivere queste poesie. Mi hanno sorpreso mentre preparavo una marmellata di melocotogno o una torta. I profumi hanno invaso la mia casa, hanno stuzzicato le mie narici risvegliando i ricordi. Non nascondo che ho pianto tanto negli ultimi tempi. Ho visto mia mamma smarrire sotto i miei occhi nella profonda cecità e nel silenzio. Poi, da donna forte, ho preso in mano il timone della mia vita ed il mio ruolo di mamma. Ho scritto anche qualche verso con dei buoni consigli per mio figlio. E poi, ho testimoniato altri attimi del mio e del nostro vissuto quotidiano.

Il periodo terribile della pandemia causato da Covid mi ha riempito di tristezza ed ho sofferto sentir morire delle persone che conoscevo e non. Non sapevo come descrivere questo spegnersi di vite. Ho coperto il viso con la mascherina ed ho camminato nell’anonimato come tanti altri. Queste poesie che vi presento sono le mie creature. Per favore, non le criticate se non vi piacciono. Vi posso garantire che mi appartengono ed ognuna di esse ha un significato ben preciso per me. Se non riuscite a capirle, non importa. Dite pure “poverina, chissà cosa pensava quando le ha scritte”, ma io lo so. Per il resto fatte l’uso che volete. Cambiate qualche virgola o qualche parola, e come i vestiti usati, le allargate o le stringete adattandole alla vostra misura. Perché io ho già preso le mie emozioni e adesso le affido a voi. Ho solo una richiesta, non le maltrattate. Sono creature teneri ed hanno un’anima. Vi ringrazio in anticipo e vi auguro buona lettura!

1° febbraio 2021

Dettagli

Autore: Vojsava Zagali
Generi: Poesie, Racconti
Editore: BookSprint Edizioni
Anno di pubblicazione: 2022
ASIN: B09V758QXG
ISBN: 9788824972918

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