Besnik Sopoti

Besnik Sopoti, giornalista, scrittore, poeta, traduttore e pittore italo-albanese, nasce il 14.04.1935 da padre albanese (Mazar Sopoti, laureato in scienze politiche a Parigi, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” a Bari, nonché in seguito caporedattore e direttore della stampa albanese) e madre italiana (Anna Turi).

Vissuto per molti anni in Albania, dove subisce, suo malgrado, la condizione di “intellettuale proibito”, assieme ad altri suoi illustri amici (tra i quali Petro Zeheji), risiede nel Comune di Modugno (BA) dal 1991 ma nonostante le sue radici ed il luogo di nascita, a causa di una legge razzista ed obsoleta (la l. 555/1912, già oggetto di interventi da parte della Consulta), ad oggi risulta ancora sprovvisto della cittadinanza italiana. Solo il vivo impegno del Sindaco Nicola Magrone e della sua Giunta, lo ha infatti portato a vedersi insignito, il 18.09.2013, della cittadinanza onoraria del Comune di Modugno, in ragione dell’elevata statura morale, umana ed artistica nel tempo dimostrate.

E’ in Italia infatti che, nonostante i disagi e le difficoltà vissute, dimostra tutto il suo talento, collaborando, in qualità di giornalista, per testate di rilievo quali: “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Il Secolo d’Italia”, “Meridiano del Sud”, “La Vallisa”, “Gli Italiani”, “Roma”, “Puglia”, “Bari Sera”, “Area (di Roma)”. Prolifica risulta inoltre negli anni la sua collaborazione, ancora attiva, con la stampa di Tirana.

La sua squisita vena artistica, riscuote i primi apprezzamenti nel 1993, quando gli vengono tributati il “II Premio Carlo Rovini” (Fontedera 1993) e il “Premio Internazionale” G. Gronchi. Nel 1995, è poi la volta dell’attestazione rilasciatagli, con pieno merito, dal Comune di Modugno, la cui Biblioteca Comunale, nello stesso anno, con la partecipazione dei poeti de “La Vallissa”, della stampa e della cittadinanza, presenta “L’Albero dei Sogni”, una silloge comprendente le liriche di ben venti poeti italiani ed albanesi, nata proprio dalla sinergia tra il Sopoti e Daniele Giancane. Ai riconoscimenti predetti, tra il 1997 ed il 1998, fanno seguito quelli conseguiti in occasione dell’XI e del XII Festival del Mediterraneo di Conversano e Bisceglie, oltre al “I Premio Giglio del Sud”, tributatogli dal Centro Tradizione e Comunità e dal Sindacato libero Scrittori Italiani (1998).

Nel 1999, viene insignito del “Premio Pulcinella”, per la sua opera di interprete presso il campo profughi di Bari-Palese, a seguito dello sbarco in Puglia dei Kossovari. Sempre nello stesso anno, riceve una segnalazione in occasione del “II Premio Kief”, per una delle migliori opere degli annuari di città “Kief Book” e realizza grandi murales nella città di Modugno, oltre a tenere corsi di pittura presso le scuole elementari “E. De Amicis” e “Vito Faenza” di Modugno (esperimento replicato con successo anche nel 2002). Nel 2001, “L’elite 2001, Selezione d’Arte Italiana”, pubblica sulle sue pagine una sua opera dal titolo “Il mio sogno”, rimarcandone il talento artistico, messo in mostra in occasione di alcune esposizioni collettive di pittura tra il 2002 ed il 2003. Nel 2002 espone infatti alcune sue opere presso la parrocchia modugnese “S. Agostino”, mentre nel 2003 presso la “Pro Loco di Modugno” (tratto dalla brochure della mostra “Senza Frontiere. Viaggi nell’anima” 19-26 settembre 2003 presso Pro Loco Modugno).

In questa sezione trovate due libri scritti da autori albanesi per i quali la traduzione del testo in italiano è stata curata da Besnik Sopoti