Gli arbëreshë e il grande scrittore albanese Ismail Kadarè al centro della due giorni organizzata ad Alcamo da Laboratorio d’autore di Jasemina Zeqiraj e da Albania Letteraria. Forza motrice dei due eventi, caratterizzati da una grande attenzione da parte del pubblico presente, il professor Matteo Mandalà, che ha raccontato la storia degli arbëreshë in Italia davanti a una corposa platea di studenti presso il Liceo Classico Cielo d’Alcamo e ha narrato della sua conoscenza approfondita di Kadarè, nella sala gremita dell’ex Convento dei Cappuccini di Alcamo. L’iniziativa ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Alcamo.

Il professor Matteo Mandalà ha offerto un profilo esaustivo della storia, delle origini, dei dialetti e della cultura letteraria e religiosa delle comunità di minoranza etnico-linguistica albanese presenti in Sicilia, dei protagonisti del fenomeno che Pier Paolo Pasolini ha definito acutamente il “miracolo antropologico arbëresh”.
Come lo stesso Mandalà ha sottolineato, la definizione di Pasolini, esperto delle minoranze linguistiche in Italia, ha rappresentato una manifestazione di meraviglia di fronte alla sopravvivenza plurisecolare della minoranza arbëreshe, che manteneva e mantiene viva la lingua, la cultura, le tradizioni, la memoria del passato, impegnandosi a costruire una forma identitaria, accettando e affrontando tutte le sfide che i momenti storici vissuti hanno imposto.
Mandalà ha incantato gli studenti, narrando del fenomeno arbëresh, che è stato invece merito esclusivo di una popolazione che, nel corso dei secoli, non solo provveduto alla conservazione,
ma ha decostruito e modernizzato le componenti fondamentali della sua identità culturale ogni qualvolta che ne ha percepito la necessità.

Ismail Kadarè e la sua figura controversa di scrittore osannato per la produzione letteraria, condannato per non aver rinnegato totalmente la dittatura, idolatrato come l’autore più rappresentativo della letteratura albanese e uno dei più apprezzati di quella mondiale e al contempo accusato di essere al servizio del regime, hanno costituito il focus del dibattito, che ha animato la fredda serata siciliana del 15 gennaio.

A tal proposito è necessario fare un’importante precisazione: Kadarè si è adoperato durante il regime albanese, come altri scrittori balcanici sotto le dittature che hanno plagiato il Paese dove hanno vissuto. Le condizioni in cui lo scrittore albanese agisce, però, non sono paragonabili a quelle degli altri, poiché la dittatura albanese è tutt’ora considerata la più sanguinaria dei Balcani. Questo fa di lui una figura controversa, che, probabilmente, non ha mai avuto una reale paura del regime, ma che ha dovuto adeguarsi, per timore di subire le stesse ritorsioni sopportate da altri.

Due giorni di pillole letterarie culturali ad ampio respiro, impreziosite dalla presenza di due gentili signore che hanno indossato costumi tradizionali provenienti da Piana degli albanesi.




