Antonino Guzzetta

Antonino Guzzetta, nato a Piana degli Albanesi il 14 ottobre 1922, è stato professore ordinario di lingua e letteratura albanese presso l’Università degli Studi di Palermo.

Guzzetta aveva ricevuto la sua prima formazione presso il Seminario greco-albanese di Palermo fondato da padre Giorgio Guzzetta, figura che costituirà un punto di riferimento costante della futura attività culturale del giovane studente.

Rientrato a Piana degli Albanesi dopo aver trascorso anni difficili durante l’ultimo conflitto mondiale, Antonino Guzzetta conseguì la laurea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, divenendo uno dei principali collaboratori della costituenda cattedra di Lingua e Letteratura Albanese della medesima facoltà.

Da quel momento ricevette la guida di insigni docenti e studiosi di albanologia e di linguistica, tra i quali Gaetano Petrotta, Marco La Piana, Giuseppe Valentini, Marcello Durante, Tullio De Mauro, Riccardo Ambrosini, di cui era divenuto nel frattempo principale collaboratore, prima in qualità di assistente volontario poi di libero docente di fonetica e di linguistica generale.

Nominato nel 1974 professore ordinario di Lingua e letteratura albanese, ricoprì la più antica cattedra di Lingua e Letteratura Albanese in Itali, quella istituita nel 1900 presso l’Istituto Orientale di Napoli.

Trasferitosi dopo un anno a Palermo, dal 1975 al 1997, anno del suo pensionamento, ricoprì l’incarico di direttore dell’Istituto di Lingua e Letteratura Albanese della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo.

Nel triennio 1987-1990, in occasione del pensionamento del suo grande amico e sodale scientifico prof. Papas Francesco Solano, Guzzetta insegnò presso l’Università degli Studi della Calabria, garantendo la continuità didattica e scientifica a una delle cattedre di albanologia più stimate e rispettate a livello internazionale.

L’attività didattica di Guzzetta si è distinta nel tempo per la sua efficace organizzazione, alla quale in gran parte deve riconoscersi il merito di aver attratto numerosi studenti dell’ateneo palermitano.

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