Ernesto Sabato

Ernesto Sabato – lo scrittore argentino di origine arbëreshë (Rojas 24 giugno 1911 Rojas – Santos Lugares 30 aprile 2011).

“Solo chi è capace di incarnare l’utopia

sarà pronto per il combattimento decisivo,

quello per recuperare la parte di umanità

che abbiamo perduto”. Ernesto Sabato

Ernesto Sabato era figlio di immigrati originari della Calabria (la madre, Giovanna Maria Ferrari, era una arbëreshe nativa di San Martino di Finita; il padre, Francesco Sabato, era nativo di Fuscaldo, entrambi di provincia di Cosenza).

Sabato era il decimo di undici figli e nacque poco tempo dopo la morte del suo nono fratello, Ernestito, da cui prese il nome. Terminata la scuola elementare nella città natia, frequentò la scuola secondaria nel “Colegio Nacional ” di La Plata.

Nel 1929 si iscrisse alla Facoltà di Scienze fisico-matematiche dell’Università Nazionale di La Plata. Dopo aver conseguito il dottorato in fisica e seguito i corsi di filosofia, si recò a Parigi, dove rimase per due anni verso la fine degli anni Trenta, interrotti da un breve soggiorno in Argentina, due anni decisivi prima della guerra.

Assisté ai corsi della Sorbona e lavorò come ricercatore sulle radiazioni atomiche presso il Laboratorio Curie a fianco d’Irène e Frédéric Joliot-Curie, mentre di sera frequentava i poeti surrealisti di Montparnasse con i quali aveva fatto conoscenza..

Ritornato definitivamente in Argentina, proseguì con i suoi lavori sulla relatività. Nel 1940 insegnò all’università di La Plata e nel 1945 abbandonò definitivamente le scienze fisiche per dedicarsi esclusivamente alla letteratura e alla pittura. Si stabilì nei dintorni di Pantanillo, nella provincia di Córdoba, in un ranch senza acqua e luce.

Svolse un ruolo importante nella storia argentina post-golpista, prevalentemente durante il governo di Raúl Alfonsín, in quanto fondatore e primo presidente della CONADEP, la Commissione che si occupò delle ricerche e delle denunce relative ai desaparecidos della dittatura militare del 1976-1983 e che produsse il corposo dossier Nunca más (Mai più). Nel 1999 acquisì la cittadinanza italiana, oltre a quella argentina di nascita. Morì nel 2011, a 99 anni.

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