Il canto della fanciulla

Prefazione di Marco Onofrio. Introduzione di Dante Maffìa

Il canto della fanciulla

Presentazione del libro

Questo poema di Anila Dahriu è la prova tangibile che esiste ancora il magma poetico, come lo ha chiamato Mario Luzi, da cui bisognerebbe prendere la comunione per entrare nel vivo, nel fuoco delle controversie e cercare di districare i livori dalle esaltazioni, i contrasti dalle perversioni, le dolcezze dalla confusione che porta sempre e solo angoscia. Siamo al cospetto di una poesia che si è nutrita innanzi tutto di vita e ha saputo poi conservare il fiato della vita nella parola. Da qui la valanga espressiva che a volte dà il capogiro, da qui le condanne, le irrisioni, i palpiti lunghi e reiterati che nascono dai grumi del dettato e riaprono la ragione verso l’indistinto per ricavarne briciole di assonanze con la vita, con la morte e con l’amore.

Nella poesia di Anila Dahriu c’è la visione di un mondo che si è sfracellato, decomposto e che arranca per sentieri scoscesi e irti per trovare la dimensione umana e reale di una situazione che sembra avere perduto il senso della misura e del decoro. Insomma, poesia senza remore, spinta, perfino arrogante e decisa a svelare, a penetrare nei meandri del dissesto, ma anche del Mistero, poesia espressionista, anche se a me non piace mai definire la poesia, ma in questo caso necessaria chiarificazione per comprendere la forza contundente che sta dietro le espressioni irruenti di Anila Dahriu.

Se fossimo in tempi non così malati di disinteresse e di qualunquismo questa poetessa diventerebbe immediatamente un caso di cui tutti si riempirebbero la bocca, di cui tutti parlerebbero. Ma adesso l’originalità e lo stare legittimamente fuori dal seminato non fa né scandalo, né curiosità. L’appiattimento ha reso tutti sullo stesso piano. Peccato, perché ci sarebbe tanto da discutere sulla valanga incandescente che la poetessa getta a piene mani in una sorta di forno gigantesco e non per farne poltiglia, ma per rigenerare la materia, farla diventare nuova luce. Un’annotazione che può sembrare soltanto tecnica e che è invece l’affermazione perentoria della fede di Anila Dahriu nella Poesia: ogni verso comincia con la maiuscola, come si usava tanto tempo fa, a dimostrazione che ogni verso è sintesi di canto, di musica, di ragionamento e di pienezza di sentimento.

Dante Maffìa

Dettagli

Autore: Anila Dahriu
Genere: Poesie
Anno di pubblicazione: 2022
ISBN: 9791280435071