Albania Letteraria Logo
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Albania Letteraria Logo
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Albania Letteraria Logo
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Interviste

Gli ospiti di FjalaFest: Tom Kuka racconta i miti e le storie albanesi

Anna Lattanzi Anna Lattanzi
6 Marzo 2024
Tomkuka

Tom Kuka (Enkel Demi) è un autore albanese conosciuto e apprezzato in Italia. Vincitore del Premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2021, sarà uno degli ospiti di FjalaFest, il Festival della Letteratura Albanese, la prima edizione della kermesse libraria, che si svolgerà a Milano il 18 e il 19 maggio. In questa intervista, pubblicata su Nuove Radici media partner di FjalaFest, il 4 marzo 2024, l’autore parla dei suoi libri e della partecipazione alla manifestazione.

Uno dei due romanzi tradotti e pubblicati in Italia è Flama in cui si ritrova tanto delle peculiarità che caratterizzano i suoi libri: una su tutti, l’Albania che non c’è più. Perché la scelta di un tempo remoto?

Flama  è un thriller ambientato nella Tirana di cento anni fa. La città attraversa un momento altamente drammatico: un’invasione di topi disturba la quiete degli abitanti e uno strano male imperversa tra le case, causando morti inspiegabili. In una di queste terribili giornate viene ritrovato il cadavere di una donna, affetta da nanismo: si tratta una veggente che pratica la caffeomanzia. A occuparsi delle indagini è l’ispettore Di Hima che non comprende chi, in una situazione tragica come quella, decide di ammazzare una donna. Intorno a questo episodio si snodano tutte le vicende. In Flama si ritrova la mia passione per le storie tramandate oralmente. Mi piace contestualizzare la narrazione nei tempi dell’Albania passata, quelli che non ci sono più a immagine speculare di quella moderna, proiettata in avanti, con quel filo indelebile che la lega al passato.

Ne L’Ora del male il mito è protagonista. Cosa rappresenta esattamente?

L’Ora è un’antica figura della mitologia albanese che si compone di due parti totalmente distinte, una bella e un’altra brutta. Essa non ha intenzioni benigne, tanto è vero che si rivela dannosa per il protagonista. L’Ora del male è un romanzo d’amore. Spesso mi chiedono perché questa affermazione: in fondo parla della vendetta, uno degli elementi fondamentali dell’antico codice consuetudinario albanese, di uccelli di malaugurio, di premonizioni e occulto. Tutto vero, ma il filo conduttore è l’amore, quello concreto, che si ritrova in svariate forme e non solo come lo intendiamo comunemente. Anche l’animo umano è protagonista, insieme a una comunità che emette sentenze. Fa parte della nostra storia.

Una storia complicata che spesso viene riportata nei libri, in svariate forme.

Una storia complicata, come tutte. Non vi è Paese che non abbia una storia con elementi di particolare rilevanza che la rendono unica. Nel caso dell’Albania, 45 anni di chiusura a causa del regime totalitario considerato il più sanguinario dei Balcani hanno segnato quell’epoca e le successive con la confusione che si è creata. Diversi testi della nostra letteratura raccontano quel periodo anche se in Albania la memoria è labile e laddove non vi è memoria si commettono sempre gli stessi errori poiché si tende a non imparare da quelli passati e dagli episodi che hanno segnato gli eventi storici.

Qual è il suo rapporto di scrittore con l’Italia?

Sono stato accolto in un modo straordinario, partecipando a manifestazioni importanti come il Salone del libro di Torino , Book City a Milano, ho ricevuto l’attenzione dei media e soprattutto quella di un pubblico di lettori molto attenti. Ho avuto la possibilità di parlare dei miei libri e di conoscere da vicino l’Italia, guardandola da uomo e da autore.

Lei sarà uno degli ospiti di FjalaFest, prima edizione del Festival dedicato alla letteratura albanese: cosa si aspetta da questa iniziativa?

Credo che sia un’ottima opportunità per aprire una finestra sulla nostra letteratura, probabilmente considerata minore o settoriale e ancora vittima di stereotipi. Desidero ringraziare gli organizzatori per aver pensato di offrire una bella occasione alla cultura letteraria albanese, ai suoi autori, agli studiosi, al mondo che la caratterizza. I confronti e le discussioni serviranno per offrire un’approfondita visione della nostra cultura e dell’anima dell’Albania, tutt’ora poco conosciuta nonostante il boom turistico stia portando tanti italiani nel nostro Paese. Ritengo che il libro sia un ottimo strumento di informazione, mediazione e inclusione che convive con altre forme di comunicazione. Nell’era digitale, promuovere la letteratura e la lettura, dare spazio alla viva voce di chi anima l’universo della scrittura, rappresenta un progetto di notevole valore. Se poi il focus è la letteratura albanese, la sfida è ancora più importante.

Argomenti: Tom Kuka (Enkel Demi)Besa Muci EditoreFioralba DumaValentina Notaro

Libri correlati

725
Flama

Flama

26 Maggio 2022
Tom Kuka (Enkel Demi)
Besa Muci
9788836292479
L’ora del male

L’ora del male

1 Marzo 2021
Tom Kuka (Enkel Demi)
Besa Muci
9788836290963

Articoli correlati

Torino. Albania e Palestina unite dal filo della letteratura

di Anna Lattanzi
Aprile 2025

Culture narrate dalla letteratura. Sabato 5 aprile, a Torino, un evento imperdibile

di Anna Lattanzi
Aprile 2025

Agim Baçi, grande consenso di pubblico a Trieste per il critico letterario

di Anna Lattanzi
Aprile 2025

Elenco scrittori

La lista di tutti gli scrittori censiti

Novità editoriali

Libri pubblicati questo mese

Libri in digitale

Elenco libri in formato eBook
  • Chi siamo
  • La storia
  • Privacy
info@albanialetteraria.it

L'Albania Letteraria - Narrare l'Albania in italiano

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Home
  • Gli scrittori
    • Tradotti
    • Italofoni
    • Italiani
    • Arbëreshë
    • Stranieri
  • I libri
    • Novità editoriali
    • eBook
  • Gli editori
  • I traduttori
  • News
  • Recensioni
  • Interviste
  • Blog
  • Classifiche
  • Memoria
  • Racconti

L'Albania Letteraria - Narrare l'Albania in italiano