Volevo essere Madame Bovary della scrittrice italofona Anilda Ibrahimi, pubblicato da Einaudi nel 2022, è il libro vincitore della XXXII edizione del Premio Letterario Giuseppe Acerbi, che ha visto protagonista l’Albania.
L’evento di proclamazione si è svolto sabato 6 luglio a Castel Goffredo. I volumi di due scrittori tradotti, tra i più rappresentativi dell’attuale panorama letterario albanese, gli altri finalisti: Flama di Tom Kuka (Enkel Demi), edito da Besa Muci Editore nel 2022 e vincitore del Premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2021 e La piramide degli spiriti di Virgjil Muçi, al quale è stato conferito, nel 2018, il prestigioso Premio Kadare. A entrambi i testi, pari merito, è andato quasi interamente il voto del comitato scientifico, mentre la giuria popolare si è espressa maggiormente a favore del testo vincitore.

L’incontro si è aperto con l’assegnazione del Premio speciale per la poesia consegnato a Gëzim Hajdari. A presentare il poeta e i suoi libri, tra i quali Poesie scelte Poezi të zgjedhura (1990-2020), pubblicato dalla casa editrice Besa Muci nel 2021, il professor Marco Fazzini dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Hajdari, in un discorso autoreferenziale, ha sottolineato il successo della sua poesia nel mondo e quanto sia apprezzato come poeta, nonostante venga bistrattato dalla sua Patria, dove non viene mai invitato né per un evento, tantomeno per un Premio. Il poeta ha ancora messo in evidenza la scelta coraggiosa del Premio, di invitare una figura scomoda come la sua. Non sono stati chiariti i motivi per i quali il suo sarebbe un nome scomodo.
Si è posto l’accento su quanto sia stata dura la vita del poeta durante la dittatura, (come quella di tutto il popolo albanese e probabilmente un po’ meno dolorosa di chi è stato incarcerato e vessato) e sulla bellezza della sua poesia, tramite interessanti letture tratte dai suoi libri. A consegnare il Premio la Presidente dell’Associazione Simona Cappellari e Alfredo Posenato, sindaco di Castel Goffredo.

L’evento, impreziosito dagli intermezzi musicali di due giovani del posto, la cantante Miriam Abate e il musicista Andrea Conte, è proseguito con l’intervento dell’editore Livio Muci, giunto a Castel Goffredo per l’occasione e con un omaggio a Ismail Kadare, scomparso lo scorso primo luglio, da parte della sottoscritta e della professoressa Francesca Romana Paci dell’Università del Piemonte Orientale.
Il Premio è poi entrato nel vivo con la professoressa Giuseppina Turano, a capo del comitato scientifico, che ha illustrato i tre libri in gara, raccontandone la trama e rimarcando la diversità dei volumi che narrano di Albania, sfiorandone tutte le sfumature.
Il Premio Acerbi è caratterizzato da una peculiarità che lo rende unico: lo spoglio dei voti del Comitato Scientifico e della giuria popolare viene fatto al momento della proclamazione. Come afferma la professoressa Paci:
Mi sono avvicinata al Premio Acerbi tanti anni fa, poiché ho capito che non si tratta di un Premio corruttibile. Non ci sentiremo mai dire “fate vincere tizio o fate vincere caio”, perché sarebbe materialmente impossibile anche per noi.
Pertanto, il conteggio dei voti si è svolto “live” e abbiamo potuto ascoltare anche alcuni stralci delle motivazioni del comitato scientifico, che saranno pubblicate in versione integrale sui Quaderni del Premio Acerbi, la raccolta che viene ogni anno data alle stampe in occasione del Premio e dedicata alla cultura del Paese ospite.
A proclamare il libro vincitore Francesca Paci, che ha espresso la sua preferenza per La Piramide degli spiriti, idea sostenuta dal prof. Fazzini. In diversi hanno evidenziato lo spessore della scrittura di Muçi e di quella di Kuka e l’importanza di consegnare al lettore pezzi di storie e di tradizioni albanesi, delle quali si parla ancora troppo poco.
Congratulazioni ad Anilda Ibrahimi, che ancora una volta ha saputo scrivere un libro di elevata fruibilità e un plauso agli altri finalisti, Kuka e Muçi, alla loro bella letteratura, che, indipendentemente da ogni cosa, lascerà un’impronta nel tempo.
Il Premio Letterario Giuseppe Acerbi è un’iniziativa degna di lode, che si propone di conoscere e di far conoscere gli altri popoli attraverso la cultura letteraria.
Il Premio, quindi, ricorda Giuseppe Acerbi, esploratore, scrittore, archeologo, naturalista, musicista e diplomatico italiano, ma intende
realizzare iniziative per favorire l’integrazione e la conoscenza dei popoli.
Il Comune di Castel Goffredo ha delegato, con specifica convenzione approvata dal Consiglio Comunale, la gestione del Premio alla Associazione Giuseppe Acerbi, costituita nel 2001.
Lo Statuto della Associazione Giuseppe Acerbi recepisce infatti lo spirito, gli obiettivi e i valori, di tolleranza, di conoscenza e di curiosità scientifica, che furono così ben espressi dagli scritti dell’Acerbi e ancora oggi molto attuali. (dal sito ufficiale dell’Associazione).
Come ricorda la presidente Simona Cappellari:
Sono nell’organizzazione del Premio Acerbi dal 1999 e il suo obiettivo è quello di abbattere le frontiere con un unico strumento: la letteratura. Desideriamo ripercorrere quanto fatto dal viaggiatore Giuseppe Acerbi. Noi lo facciamo attraverso i libri.



