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Un successo, a Parma, l’evento dedicato ai martiri d’Albania

Anna Lattanzi Anna Lattanzi
11 Novembre 2024
Immagine Principale

Una grande partecipazione di pubblico ha caratterizzato l’evento che si è svolto lo scorso 9 novembre, organizzato dall’Associazione Scanderbeg Parma  e da Albania Letteraria nel contesto del mese della Cultura Albanese, l’appuntamento annuale realizzato dalla stessa Associazione. L’incontro, in commemorazione dei 38 martiri d’Albania, ha ricevuto il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia e del Consolato della Repubblica d’Albania a Milano. Ospiti del panel l’Arcivescovo Metropolita di Scutari S.E. Mons. Angelo Massafra e il prof. Franco Toscani, saggista, filosofo, studioso di totalitarismi e di dialogo interreligioso.

Sono intervenuti: la presidente dell’Associazione Scanderbeg Parma, Sonila Otobashi, il Vescovo di Parma, S.E. Mons. Enrico Solmi, Luljeta Cobanaj Ufficiale per la Diaspora del Consolato albanese a Milano e Michele Alinovi, Presidente del Consiglio Comunale di Parma.

Tutte le religioni che esistono da noi sono state portate in Albania dagli occupanti stranieri e hanno servito loro e le classi dominanti e gli sfruttatori del paese. Dietro l’immagine della religione, di Dio e del profeta, si nascondeva le legge aggressiva dell’invasore straniero e dei suoi servi in patria. La storia del nostro popolo dimostra chiaramente quali sofferenze, miseria, sangue versato e umiliazione sono derivate dalla religione; come essa lo divideva, lo spingeva a guerre fratricide; per schiacciarci meglio, per schiavizzarci più facilmente e dissanguarci in nome della religione. Perciò nulla di buono ci lega alla religione e alle sue pratiche, non solo come ateisti, ma soprattutto come patrioti.

Vescovo Di Parma

Con queste parole Enver Hoxha, il leader del Partito del Lavoro d’Albania, che dal 1946 governò il Paese per più di quarant’anni, spiegava le ragioni che lo spinsero a reprimere qualsiasi culto e a perseguitare, con l’incarcerazione e le torture, gli esponenti di ogni religione e chiunque si opponesse alla sua idea di Stato ateo. Vietò, pertanto, ogni forma di credo. La preghiera e il possesso di libri o oggetti religiosi erano vietati; chiese, cattedrali, moschee e sinagoghe furono trasformate in uffici statali, palestre e cinema. La guerra comunista  contro le varie confessioni fu una vera e propria “lotta politica”: i religiosi furono messi alla stregua di coloro che erano considerati i nemici del popolo e particolarmente severa fu la repressione attuata nei confronti dei cattolici.

Arcivescovo Di Scutari

Durante l’incontro si è parlato dei 38 martiri, che hanno pagato con la vita il loro attaccamento ai valori, senza trascurare le centinaia di sacerdoti incarcerati e uccisi e ancora i seminaristi, le suore e i laici, di cui non si è mai saputo più nulla.

Posto idealmente a capo del gruppo dei martiri d’Albania, beatificati nel 2016, è l’allora Arcivescovo di Scutari Mons. Vinçenc Prennushi, Primate d’Albania, che si oppose alla richiesta del regime di creare una chiesa nazionale che si staccasse da quella di Roma. Morì per i maltrattamenti subiti in carcere.

Hanno emozionato gli interventi di Mons. Massafra, che ha dato voce ad alcuni dei martiri, leggendo il loro pensiero o le loro ultime parole e identificando il concetto cristiano di perdono con l’anima di chi, nonostante le sofferenze, è stato capace di compiere un atto di umanità e di generosità, annullando il desiderio di punizione e di vendetta.

Gruppo Evento 9

Il ricordo di Prennushi e di Maria Tuci, l’unica donna nel gruppo dei martiri, uccisa dalle indicibili sofferenze inflitte in carcere e di tutti gli altri religiosi trucidati, l’analisi accurata dei termini ideologia e coscienza, condotta dal prof. Toscani, sono stati gli argomenti cardine di un incontro che ha voluto portare l’attenzione sui perseguitati per la fede, sulla memoria, la sua conservazione e su uno stralcio della storia d’Albania ancora troppo poco attenzionato.

A impreziosire l’evento, la poesia O Dolce Beato Don Shtjefën! dedicata al martire Dom Shtjefen Kurti, recitata dalla poetessa Valbona Jakova e della preghiera Sangue a Scutari dedicata a tutti i martiri, letta da Elona Jolla.

 

Argomenti: Vinçenc PrennushiGrecale EdizioniStilo EditriceAmik Kasoruho

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