L’inadeguatezza e l’incapacità dei funzionari dell’Albania rossa sono al centro di questo Ascesa e caduta del compagno Zylo, il romanzo dalla connotazione satirica, scritto da Dritëro Agolli e pubblicato recentemente, in versione integrale, da Bibliotheka Edizioni nella traduzione di Julian Zhara.

Demka sogna di diventare scrittore, ma è consapevole di non potersi sostenere con l’attività che tanto desidererebbe svolgere. Decide, così, di accettare un ruolo che considera alienante e poco soddisfacente e che riesce a trasformare in qualcosa di divertente: redigere relazioni e discorsi per gli alti funzionari del partito di Enver Hoxha.
Attraverso gli occhi del protagonista e le parole che mette nero su bianco, l’autore presenta tutta l’incompetenza e la presunzione degli alti rappresentanti della dittatura. Un file rouge che fa sorridere con amarezza, poiché riconduce al lungo stralcio della Storia d’Albania, (più di quarant’anni di chiusura forzata), che ha segnato l’evoluzione collettiva e culturale del Paese.
È Zylo, il capo di Demka, a incarnare l’incapacità e la superbia dei dirigenti comunisti. Un personaggio fortemente limitato nelle sue capacità, che si nutre dell’idea di poter intraprendere l’ascesa al potere nella convinzione di avere tutte le carte in regola per riuscirci. L’ego, la smania di scalare il vertice, la necessità di sentirsi all’apice di una società evidentemente malata, si incastonano nella descrizione di una dimensione sociale, politica ed economica tragica, governata da un sistema asservente e dominante. L’ironia, magistralmente usata da Agolli, non sminuisce la drammaticità degli eventi narrati, tanto da rendere il romanzo una pietra miliare della letteratura del Novecento.
Il testo in appendice, siglato dallo stesso autore, riporta diverse informazioni in merito alla nascita del volume e al suo difficile percorso.
Il romanzo Ascesa e caduta del compagno Zylo fu pubblicato per la prima volta nel 1972 sulla rivista Hosteni, grazie all’incoraggiamento e all’insistenza di Niko Nikolla, l’allora caporedattore. Niko Nikolla, appena nominato responsabile della redazione, voleva introdurre qualche cambiamento nella tradizione della rivista per renderla più attraente verso i lettori. Per questa ragione aveva pensato di pubblicare racconti lunghi e romanzi satirici a puntate.
Agolli consegna nelle mani di Nikolla settanta pagine scritte a mano, definendole una sorta di scherzo, redatte per rallegrare la famiglia e gli amici: nulla a che fare, quindi, con un’opera letteraria, come ha modo di spiegare allo stesso redattore la moglie dell’autore, dopo aver visto il testo pubblicato come “la novella di Dritëro Agolli“.
La decisione perentoria di Nikolla apre le porte a un racconto che fa sorridere i lettori, che viene ulteriormente impreziosito dai disegni di Bardhyl Fico, anche nelle sue successive uscite come romanzo. Per quasi un anno Agolli continua a scrivere e la rivista Hosteni a pubblicare, provocando polemiche, indignazione, divertimento e perplessità, specialmente da parte del primo ministro Mehmet Shehu, molto amico dello scrittore, che gli fa notare come ridicolizzare l’Amministrazione non rappresenti la più corretta delle azioni.
Il messaggio di Shehu non è altro che la prima avvisaglia delle censure e delle autocensure che Ascesa e caduta del compagno Zylo subirà quando verrà pubblicato dalla casa editrice statale Naim Frashëri. Un testo che fa tanta strada, tortuosa proprio come quella percorsa dall’Albania e che ancora oggi è una lettura preziosa per comprendere meglio quella che è stata la realtà di un Paese a noi così vicino.



