Diario del capitano Vito Menegazzi (Albania 1943-1945)

Diario del capitano Vito Menegazzi (Albania 1943-1945)

Le notizie vengono trasmesse per corriere e “di bocca in bocca” dai passanti, e ai mercati. è così che si trasformano e si gonfiano. è così che anche l’artiglieria della prima brigata – l’unica ormai in grado di muoversi, perché le altre tutte hanno perduto i muli – è diventata una cosa leggendaria, la cui fama va oltre i monti, e c’è chi asserisce di aver visto gli otto cannoni ed i trecento muli che la compongono.

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Presentazione del libro

Settembre 1943. Traditi dal generale Dalmazzo che consegna senza combattere tutte le divisioni della IX Armata ai tedeschi, decine di migliaia di soldati italiani da ogni parte dell’Albania si incamminano scortati da poche decine di tedeschi verso le stazioni ferroviarie bulgare per essere avviati agli innumerevoli lager d’Europa. Le divisioni Perugia e Firenze, disobbedendo all’ordine di consegnare le armi, si dirigono verso il mare nella speranza di un imbarco verso l’Italia, ma solo la Firenze, giunta a Kruja, vicino a Tirana, affronterà i tedeschi e poi sconfitta si frazionerà per organizzarsi nella guerriglia accanto ai partigiani albanesi.

Il capitano Vito Menegazzi è uno dei militari che muovono da Dibra con la Firenze. La batteria di artiglieria che comanda, la VI, viene aggregata alla leggendaria I Brigata albanese del comandante Mehmet Shehu, entrando essa stessa nell’epos della leggenda.

Va letto, il diario, sullo sfondo di un orizzonte che vedeva la morte per fame o congelamento lungo i sentieri dei dispersi in solitudine, i cui cadaveri denudati venivano spesso trovati da formazioni di passaggio. Vi appaiono a tratti, ugualmente stanchi, soldati e ufficiali incontrati e trascinati via dal caotico correre di rastrellamenti, offensive tedesche, bufere, incendi, cannonate… Vi appaiono silenziosi i muli, sempre presenti, costantemente nominati, essenziali all’esistenza degli uomini, falciati e senza medaglie, e il cane Alì, cui si promette l’Italia dove non arriva mai…

VITO MENEGAZZI (Trieste 1908 – Venezia 1989), laureatosi in Economia e commercio all’Università di Trieste, lavora per la Società di Navigazione Adriatica Finmare. Nel 1940 viene trasferito a Venezia dalla stessa Società di cui diventerà nel dopoguerra Direttore amministrativo-finanziario.

Dettagli

Autore: Lia Tosi
Serie: Occupazione italiana dell'Albania
Genere: Storia e memoria
Editore: Besa Muci Editore
Anno di pubblicazione: 2022
ASIN: 883629250X
ISBN: 9788836292509

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